Giochi d'azzardo in Italia: la guida completa al mercato del 2026

Updated Settembre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only

Aggiornato al 9 Settembre 2026 · Verificato sul registro concessionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

Una scrivania con un computer portatile aperto su un casinò online italiano, affiancato da un telefono con la schermata di un gioco di slot, una carta d'identità italiana posata accanto e un blocchetto con appunti e cifre in euro
Oltre 165 miliardi di euro di raccolta nel 2026: il mercato italiano del gioco d'azzardo è il primo in Europa — capire come funziona è il primo passo per giocare in sicurezza

Il gioco d’azzardo in Italia non è più un comparto di nicchia. Nel 2025 la raccolta lorda — la somma di tutto ciò che i giocatori hanno puntato su casinò, scommesse, lotterie, bingo, poker e apparecchi — ha toccato i 165,34 miliardi di euro, con una crescita del 5% sull’anno precedente. È un record storico, e pone l’Italia come primo mercato europeo del settore. Per dare un metro: quei 165 miliardi pesano per il 7,3% del PIL nazionale, una quota che farebbe sembrare marginali anche comparti industriali consolidati. Le entrate erariali, cioè ciò che lo Stato ha incassato dal prelievo fiscale sul gioco, sono state pari a 11,47 miliardi — un dato in lieve calo rispetto agli 11,56 miliardi del 2024, nonostante la raccolta sia salita: l’effetto di aliquote ricalibrate e di una spesa dei giocatori distribuita su categorie tassate in modo diverso. Le perdite nette dei giocatori — ciò che è rimasto nelle casse degli operatori dopo i premi pagati — ammontano a 21,88 miliardi. In media, ogni maggiorenne italiano ha speso 3.284 euro in gioco d’azzardo nel corso dell’anno.

Questi numeri non descrivono un settore qualunque: descrivono un comparto che tocca la vita economica del Paese a un livello paragonabile a quello di un grande operatore di servizi pubblici, con la differenza che qui il «prodotto» è la possibilità di vincere, e la sua unità di conto è il singolo euro puntato. Capire come funziona, chi lo regge, chi lo controlla e cosa ci si può aspettare prima di avvicinarsi è il punto da cui parte questa guida. I blocchi che seguono attraversano la definizione del perimetro, i numeri del mercato, il confronto tra i dieci operatori autorizzati, le slot come gioco più diffuso, i quattro casinò fisici superstiti, l’architettura delle tutele legali, gli strumenti di gioco responsabile e i criteri con cui è stato costruito il confronto.

Cosa si intende per «gioco d’azzardo» nel perimetro italiano

In Italia il termine «gioco d’azzardo» ha un perimetro preciso, definito dalla normativa. Non è sinonimo di «casinò»: sotto la stessa definizione ricadono categorie molto diverse, con regole proprie e regimi fiscali distinti. Casinò e poker online, scommesse sportive, bingo, lotterie, giochi numerici a totalizzazione e apparecchi da intrattenimento come AWP e VLT — le cosiddette «slot» o «newslot» da bar — fanno tutti parte del comparto regolato. La distinzione fondamentale, sul piano legale, è tra gioco d’azzardo vero e proprio e gioco di abilità: nel primo l’esito dipende in misura prevalente o esclusiva dalla sorte, nel secondo l’abilità del giocatore ha un ruolo determinante. La legge italiana colloca nella prima categoria — e quindi nel perimetro regolato — tutti i giochi in cui la componente aleatoria è prevalente: roulette, blackjack, slot machine, giochi di carte contro il banco, scommesse sportive a quota fissa. Restano fuori dal perimetro dell’azzardo, almeno nella lettura prevalente, i giochi di pura abilità come gli scacchi a pagamento, alcune manifestazioni a quiz e i tornei sportivi senza componente aleatoria.

La facciata storica del Casinò di Venezia a Ca' Vendramin Calergi sul Canal Grande, con un lampione liberty in primo piano e un vaporetto di passaggio sullo sfondo
Con soli quattro casinò autorizzati in tutto il territorio nazionale, il gioco fisico in Italia è un'eccezione architettonica e culturale, non una rete diffusa

Una seconda distinzione attraversa tutto il mercato: il gioco fisico e il gioco a distanza. Il primo si svolge in luoghi autorizzati — i quattro casinò storici, le sale bingo, le agenzie di scommesse, gli esercizi pubblici che ospitano apparecchi. Il secondo avviene su piattaforme online con concessione ADM. Le regole non sono le stesse: per il gioco fisico valgono le autorizzazioni locali, i regolamenti comunali, i vincoli urbanistici; per il gioco online vale la concessione statale, rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli secondo il Decreto Legislativo 41/2024. Anche il prelievo fiscale differisce: l’imposta unica sui giochi online si attesta intorno al 25% del margine lordo per casinò e poker, al 24% per le scommesse sportive e al 20% circa per il bingo online, mentre per il gioco fisico le aliquote variano per tipologia e canale.

Online e fisico: i due volti del mercato italiano

Nel 2025 il canale online ha assorbito 100,88 miliardi di euro di raccolta, pari al 61% del totale. È il sorpasso definitivo: la maggioranza del denaro giocato in Italia passa ormai da una piattaforma digitale, non da una sala o da un bar. Tre fattori spiegano il divario. Il primo è l’accessibilità: un conto gioco si apre con SPID o con documento d’identità in pochi minuti, da qualunque dispositivo, e resta disponibile ventiquattr’ore al giorno. Il secondo è la varietà: le piattaforme ADM offrono migliaia di titoli — slot, tavoli live, scommesse pre-match e live, poker in diverse modalità — su un menu che nessuna sala fisica può eguagliare. Il terzo è la pressione promozionale dei bonus di benvenuto, che il canale fisico non ha mai potuto eguagliare per ragioni normative.

Il logo dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli su uno sfondo blu istituzionale, con icone che rappresentano i pilastri della regolamentazione: un lucchetto (sicurezza), un documento (concessione) e uno scudo (tutela del giocatore)
La concessione ADM è l'unico indicatore affidabile di legalità per un casinò online in Italia: 52 concessioni attive, un registro pubblico e una rete di tutele che i siti senza licenza non possono offrire

Il gioco fisico, dal canto suo, resta un’esperienza delimitata: in Italia esistono solo quattro casinò autorizzati, e richiedono ciascuno una legge parlamentare ad hoc che nessun altro territorio ha ottenuto. La rete degli apparecchi AWP e VLT è diffusa sul territorio — circa centinaia di migliaia di apparecchi tra bar, tabaccherie e sale — ma si tratta di un’offerta funzionalmente limitata a slot e videolottery, senza la complessità di un casinò. Il dato aggregato dice che il fisico continua a rappresentare poco meno del 40% della raccolta, ma con una composizione interna molto diversa dall’online: pesa molto di più il gioco a basso importo, con puntate da 0,10 a 1 euro sugli apparecchi, e molto meno il segmento delle scommesse sportive, che sull’online è esploso.

Per un giocatore, la conseguenza pratica è che la quasi totalità dell’offerta regolata oggi si incontra online. Le piattaforme ADM — i concessionari di cui si parla nel blocco successivo — sono diventate il punto di contatto ordinario tra cittadino italiano e gioco d’azzardo legale. I quattro casinò fisici restano, ma come eccezione: sono esperienze da vacanza, da evento, non luoghi della quotidianità.

Il mercato in numeri: la fotografia del 2026

Alcune cifre vanno lette una per una, perché non sono equivalenti. La raccolta lorda — 165,34 miliardi — è la somma di tutte le puntate. Da questa cifra si sottraggono le vincite pagate ai giocatori per ottenere la spesa dei giocatori stessi, ciò che il settore chiama «perdita netta» o, più tecnicamente, «GGR» (Gross Gaming Revenue). Nel 2025 quel valore è stato di 21,88 miliardi di euro, in crescita rispetto all’anno precedente. Su 50 milioni circa di maggiorenni, la spesa media pro capite è di 3.284 euro: vuol dire che la cifra si distribuisce in modo molto diseguale — la maggior parte dei giocatori spende poco, una minoranza concentra la parte maggiore del volume. Le entrate erariali — 11,47 miliardi — sono ciò che lo Stato ha trattenuto sotto forma di imposta unica, PREU, IVA e altre voci. La forbice tra entrate erariali e perdite nette dei giocatori (11,47 contro 21,88 miliardi) fotografa il margine degli operatori al netto del prelievo fiscale.

Il confronto europeo colloca l’Italia al primo posto per raccolta complessiva. I dati comparabili della Gran Bretagna, della Francia e della Germania mostrano mercati di dimensione inferiore in valore assoluto, anche se con quote di spesa pro capite talvolta più alte. Il 7,3% del PIL è un indicatore che cattura la rilevanza macroeconomica del comparto, non la sua centralità nella vita delle persone: è una quota di spesa, non un voto di gradimento. In concreto, significa che quasi un euro su tredici del prodotto interno lordo italiano passa — almeno in parte — attraverso il circuito del gioco d’azzardo.

Questi numeri danno la scala. Servono a dimensionare la pagina che segue: quando si parla di «operatori» e di «tutele» non si parla di un comparto marginale, ma di un settore che muove capitali paragonabili a quelli di un’industria di primo piano, e che come tale è regolato in modo penetrante. La sezione che segue entra proprio nel confronto tra i dieci concessionari ADM che oggi gestiscono la fetta più visibile di quel mercato.

I dieci operatori ADM a confronto

In Italia possono offrire gioco online ai residenti solo i soggetti titolari di una concessione rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Al settembre 2025 le concessioni attive sono 52, intestate a 46 operatori: una razionalizzazione recente, frutto della riforma introdotta dal D.Lgs. 41/2024, che ha ridotto drasticamente il numero di licenze rispetto alle 93 domande della tornata precedente. Ogni concessione ha durata nove anni e un costo di circa sette milioni di euro — una barriera economica che ha contribuito a consolidare il mercato, allontanando operatori di piccola taglia e skin site di breve vita.

I dieci operatori che seguono sono quelli che, tra i concessionari ADM, offrono un catalogo casinò completo — slot, tavoli live, provider di primo piano — e programmi di benvenuto comparabili. Non costituiscono una classifica di merito: sono un campione del mercato legale, utile per capire la varietà delle offerte oggi disponibili. Per ciascuno, la tabella sotto sintetizza concessione, bonus di benvenuto, offerta senza deposito, wagering e provider di giochi. Le condizioni cambiano frequentemente — le promozioni sono per loro natura variabili, e i termini vanno sempre verificati sul sito dell’operatore prima di aderire.

Operatore Concessione ADM Bonus di benvenuto Offerta senza deposito Wagering Provider di giochi
BetFlag Attiva Fino a 5.010 € (sport) + 10 € real bonus 200 Fun Flag A rilascio progressivo NetEnt, Pragmatic Play, Playtech, Evolution
Sisal Attiva Fino a 5.100 € (50 € Real Bonus + 5.000 € Fun Bonus) Componente «Salva il Bottino» senza deposito 40x NetEnt, Pragmatic Play, Playtech, Greentube, Evolution
Bet365 Attiva · codice 16030 100% fino a 500 € (sport, deposito minimo 5 €) Da verificare sul sito Playtech, NetEnt, Microgaming, Evolution
GoldBet Attiva Fino a 11.500 € su 4 depositi 150 giri gratuiti Variabile per scaglione NetEnt, Pragmatic Play, Playtech, Evolution, Greentube
Lottomatica Attiva Fino a 5.050 € + 250 € PlayBonus 35x NetEnt, Pragmatic Play, IGT, Evolution, Playtech
SNAI Attiva Fino a 3.000 € (1.000 € no deposit in 4 tranche da 250 € + 200% fino a 2.000 €) 1.000 € Play Bonus 40x Play Bonus · 60x primo deposito Pragmatic Play, Greentube, Capecod, Playtech, NetEnt, Evolution
Eurobet Attiva Fino a 5.020 € (5 € senza deposito + 500 € Fun Bonus + fino a 2.000 €) 5 € reali 35x NetEnt, Pragmatic Play, Playtech, Evolution, Microgaming
StarCasinò Attiva Fino a 2.050 € cashback + 50 giri gratuiti 100 € + 50 giri gratuiti 10x NetEnt, Pragmatic Play, Evolution, Red Tiger, Playtech
Planetwin365 Attiva 100% fino a 1.500 € + 5 € bonus virtuale 30x NetEnt, Pragmatic Play, Evolution, Greentube, Playtech
PokerStars Attiva dal 2008 Fino a 300 € casinò / 100% fino a 500 € poker A rilascio progressivo (5 € ogni 75 punti poker) NetEnt, Pragmatic Play, Evolution, Red Tiger, Playtech

La tabella mostra subito una cosa: i bonus di benvenuto hanno una cifra nominale molto alta — si va dai 2.050 euro di StarCasinò agli 11.500 di GoldBet — ma quel numero non è ciò che il giocatore incassa. È il tetto massimo raggiungibile in condizioni specifiche, legate a più depositi, al completamento di missioni o al volume di gioco richiesto. Il parametro che più di ogni altro determina il valore reale dell’offerta è il wagering: il numero di volte per cui il bonus va rigiocato prima di diventare prelevabile. StarCasinò fissa il tetto a 10x, il più basso tra i dieci; SNAI arriva a 60x sul bonus primo deposito. Una differenza del genere, tradotta in volume di puntate richiesto, ridisegna completamente il costo effettivo dell’offerta per il giocatore.

BetFlag: identità italiana e 200 Fun Flag senza deposito

BetFlag è un operatore di matrice italiana, presente sul registro concessionari ADM. La sua offerta di benvenuto si articola su una struttura mista: fino a 5.010 euro sulla componente sport, più 10 euro di real bonus e 200 Fun Flag disponibili senza alcun deposito. I Fun Flag sono gettoni che si convertono in giocate su slot o tavoli secondo le regole della promozione. Il catalogo provider copre i nomi di primo piano del settore — NetEnt, Pragmatic Play, Playtech, Evolution — garantendo un parco titoli ampio sia sulle slot sia sul live casinò. Il wagering segue uno schema a rilascio progressivo: i Fun Flag si sbloccano man mano che il giocatore completa determinate missioni di gioco, e questo rende il valore reale del bonus dipendente dall’effettiva attività sul conto. Per un giocatore che vuole misurarsi subito con un operatore ADM senza impegnare denaro proprio, i 200 Fun Flag rappresentano un banco di prova ragionevole.

Sisal: dal Totocalcio al casinò, il pilastro storico

Sisal è uno dei nomi più antichi del gioco italiano — è la società che ha gestito il Totocalcio per decenni — e la sua concessione ADM è attiva. Il pacchetto di benvenuto arriva fino a 5.100 euro, articolati in 50 euro di Real Bonus più 5.000 euro di Fun Bonus, con una componente «Salva il Bottino» disponibile senza deposito. Il wagering è fissato a 40x sul Fun Bonus casinò: significa che per convertire l’intero importo in denaro prelevabile il giocatore deve rigiocare quaranta volte il valore del bonus, un volume non indifferente. I provider — NetEnt, Pragmatic Play, Playtech, Greentube, Evolution — coprono l’intero spettro del casinò online. Sisal è una scelta naturale per chi cerca un operatore con radici profonde nel mercato italiano, disposto a un wagering nella media.

Bet365: il colosso internazionale sotto regole italiane

Bet365 è probabilmente il marchio più riconoscibile del settore a livello globale, ma in Italia opera attraverso una concessione ADM intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, con codice 16030. L’offerta di benvenuto è sportiva — 100% fino a 500 euro con deposito minimo di 5 euro — e non prevede una componente senza deposito. Il catalogo provider combina Playtech, NetEnt, Microgaming ed Evolution, una selezione che copre slot, tavoli live e giochi da tavolo. I termini dettagliati sul wagering casinò non sono sempre immediatamente leggibili nelle pagine pubbliche: vanno verificati sul sito al momento dell’adesione. Per chi cerca un brand internazionale con esperienza solida e accetta di partire con un deposito, Bet365 offre un contesto regolato secondo le regole italiane.

GoldBet: 150 giri gratuiti senza deposito e pacchetto multideposito

GoldBet è un operatore ADM, e il suo pacchetto di benvenuto è tra i più articolati del campione: fino a 11.500 euro suddivisi su quattro depositi, più 150 giri gratuiti disponibili senza alcun deposito. Il wagering varia per scaglione di deposito: più si deposita, più il moltiplicatore si muove. Il catalogo provider include NetEnt, Pragmatic Play, Playtech, Evolution e Greentube. La cifra nominale dell’offerta — 11.500 euro — è la più alta del campione, ma va letta con la stessa cautela di tutte le altre: è un tetto raggiungibile solo completando l’intero percorso di depositi previsti. I 150 giri gratuiti senza deposito sono il punto di ingresso più generoso in giri della lista.

Lottomatica: tradizione italiana e 35x di wagering

Lottomatica è uno dei concessionari storici del gioco italiano. Il bonus di benvenuto arriva fino a 5.050 euro più 250 euro di PlayBonus, con wagering fissato a 35x — un valore in linea con la media di mercato, che negli ultimi anni si è attestata tra 30x e 35x, in calo rispetto ai 50x di poche stagioni fa. Lottomatica non offre una componente senza deposito nel welcome bonus: per iniziare è necessario depositare. I provider coprono NetEnt, Pragmatic Play, IGT, Evolution e Playtech. È un operatore solido, con un marchio radicato, e il wagering a 35x lo colloca tra le opzioni ragionevoli per chi cerca condizioni leggibili.

SNAI: 1.000 euro di Play Bonus senza deposito in tranche

SNAI è un altro pilastro del gioco italiano — storicamente legata alle scommesse ippiche — e opera con concessione ADM. L’offerta casinò arriva fino a 3.000 euro ed è strutturata in due componenti: 1.000 euro di Play Bonus disponibili senza deposito, erogati in quattro tranche da 250 euro, più un bonus del 200% fino a 2.000 euro sul primo deposito. Il wagering è di 40x sul Play Bonus e di 60x sul bonus primo deposito — il valore più alto del campione, che va attentamente valutato. I provider includono Pragmatic Play, Greentube, Capecod, Playtech, NetEnt ed Evolution. L’offerta senza deposito è la più corposa in valore assoluto tra i dieci operatori, ma il 60x sul bonus di deposito rende il percorso di sblocco impegnativo.

Eurobet: 5 euro reali senza deposito e 35x

Eurobet opera con concessione ADM. L’offerta di benvenuto arriva fino a 5.020 euro ed è composta da 5 euro reali senza deposito, 500 euro di Fun Bonus e fino a 2.000 euro extra. Il wagering è fissato a 35x, nella media del campione. I provider sono NetEnt, Pragmatic Play, Playtech, Evolution e Microgaming. Per chi vuole semplicemente testare un operatore ADM con un piccolo incentivo iniziale senza deposito, Eurobet offre un ingresso a basso attrito, anche se il valore reale dei 5 euro è più simbolico che economico.

StarCasinò: il wagering più basso del campione

StarCasinò è l’operatore che spicca per le condizioni di sblocco: il wagering è fissato a 10x, il valore più basso tra i dieci operatori confrontati. L’offerta di benvenuto arriva fino a 2.050 euro in cashback più 50 giri gratuiti, con 100 euro disponibili senza deposito oltre ai 50 free spin. I provider — NetEnt, Pragmatic Play, Evolution, Red Tiger e Playtech — sono quelli tipici delle piattaforme di primo piano. La cifra nominale del bonus è inferiore a quella di altri concorrenti, ma il wagering a 10x ridisegna completamente il rapporto tra volume di gioco richiesto e valore effettivamente convertibile in denaro prelevabile. Per chiunque valuti un bonus in base al costo reale di sblocco, StarCasinò è il riferimento del campione.

Planetwin365: 30x di wagering e bonus fino a 5.000 euro

Planetwin365 opera con concessione ADM. Il bonus casinò prevede il 100% fino a 1.500 euro più 5 euro di bonus virtuale, con un’alternativa che arriva fino a 5.000 euro sul primo deposito. Il wagering è fissato a 30x, un valore leggermente inferiore alla media. Il deposito minimo è di 20 euro e non è prevista un’offerta senza deposito. I provider includono NetEnt, Pragmatic Play, Evolution, Greentube e Playtech. Per chi cerca condizioni di puntata competitive e accetta di partire con un deposito, Planetwin365 offre un profilo chiaro.

PokerStars: dal poker al casinò, il marchio globale con rilascio progressivo

PokerStars è presente in Italia con concessione ADM dal 2008. L’offerta è duplice: casinò fino a 300 euro, poker al 100% fino a 500 euro con rilascio progressivo (5 euro ogni 75 punti accumulati). Non c’è una componente senza deposito: per iniziare è richiesto un deposito. I provider — NetEnt, Pragmatic Play, Evolution, Red Tiger e Playtech — garantiscono un catalogo casinò completo. PokerStars nasce come piattaforma poker e mantiene quel DNA: per chi proviene dal circuito poker, è un ambiente familiare; per chi cerca solo casinò, è una scelta tra le altre, con un bonus di benvenuto contenuto ma condizioni trasparenti.

Come si legge questa tabella: il wagering come misura reale

La tabella sopra non è una classifica. Mostra la varietà del mercato ADM e aiuta a orientarsi. Il parametro da guardare per primo è il wagering: a parità di cifra nominale, un bonus con wagering 10x è una storia completamente diversa da un bonus con wagering 60x. Con wagering 10x, 100 euro di bonus richiedono 1.000 euro di volume di gioco per sbloccarsi; con 60x, lo stesso bonus ne richiede 6.000. Su una slot con ritorno al giocatore del 96%, la perdita attesa sui 6.000 euro di volume è di circa 240 euro — vale a dire più del doppio del bonus stesso. Questo calcolo non rende il bonus «cattivo» in sé, ma mostra come la cifra nominale e il valore reale siano due grandezze distinte, e come la seconda sia quella che conta.

Il secondo parametro è la presenza di un’offerta senza deposito. È il modo migliore per testare la piattaforma prima di impegnare denaro proprio. BetFlag, GoldBet, SNAI, Eurobet e StarCasinò offrono una componente senza deposito di entità variabile; gli altri richiedono un deposito fin dall’inizio.

Cosa rende affidabile un casinò online in Italia

La concessione ADM è il prerequisito, non la garanzia completa. Stabilisce che l’operatore ha superato i requisiti patrimoniali, organizzativi e tecnici previsti dal D.Lgs. 41/2024, ha versato il corrispettivo di circa sette milioni di euro, e si è impegnato a rispettare gli obblighi di antiriciclaggio, gioco responsabile, reporting e sicurezza informatica per l’intera durata della concessione — nove anni. È la verifica statale, e vale per tutti i 46 operatori concessionari. Ma non dice tutto.

Un secondo livello di affidabilità riguarda i metodi di pagamento. Le piattaforme ADM operano con i circuiti disponibili sul mercato italiano — bonifico bancario, carte di pagamento, portafogli elettronici, ricariche presso punti fisici — e non richiedono pagamenti in criptovalute o sistemi anonimi. Un operatore che chiede pagamenti solo in cripto o attraverso circuiti non tracciabili è, per ciò stesso, fuori dal perimetro regolato.

Un terzo livello è la trasparenza sui termini delle promozioni. Il wagering deve essere chiaramente indicato, le finestre di utilizzo devono essere esplicite, le esclusioni di gioco devono essere elencate. Un operatore che nasconde i termini in pagine recondite, o che modifica le condizioni dopo l’adesione, è un operatore di cui diffidare — anche se formalmente concessionario.

Un quarto livello riguarda la qualità del servizio: assistenza clienti realmente raggiungibile, tempi di prelievo dichiarati e rispettati, gestione trasparente dei reclami. Questi aspetti non sono oggetto di confronto in questa guida, perché richiedono test prolungati che esulano dalla sua natura. Vanno verificati dal giocatore con la propria esperienza, magari partendo proprio dalle offerte senza deposito, che permettono di testare l’operatore senza rischi.

Le slot machine: il cuore e il rischio del gioco d’azzardo

Le slot machine rappresentano la porta d’ingresso più frequentata al gioco d’azzardo in Italia. Sono semplici da capire, visivamente attraenti, disponibili in migliaia di varianti e accessibili con puntate minime che partono da pochi centesimi. Sul piano della regolazione, una slot è un gioco in cui l’esito di ogni singola giocata dipende da un generatore di numeri casuali — il cosiddetto RNG, Random Number Generator — certificato da organismi indipendenti e verificato periodicamente. Il giocatore non può influenzare l’esito, perché la sequenza di numeri prodotta è imprevedibile e indipendente da quanto è accaduto prima.

Due parametri definiscono la qualità di una slot. Il primo è il ritorno al giocatore, in inglese RTP (Return to Player): la percentuale di denaro puntato che, su un volume molto alto di giocate, viene mediamente restituita sotto forma di vincite. Un RTP del 96% significa che, in media, su 100 euro puntati la slot ne restituisce 96 sotto forma di premi. Il restante 4% è il margine del casinò, quello che in gergo si chiama «house edge». Il dato è calcolato su milioni di giocate, non su una sessione: in una singola serata, un giocatore può vincere o perdere in modo molto diverso dalla media.

Il secondo parametro è la volatilità, che descrive la distribuzione delle vincite. Una slot a bassa volatilità restituisce vincite frequenti ma di importo contenuto; una slot ad alta volatilità restituisce vincite rare ma di importo potenzialmente elevato. La scelta tra le due è una questione di preferenza personale — chi cerca intrattenimento prolungato e vincite piccole si trova meglio con la bassa volatilità; chi cerca l’emozione del colpo grosso accetta slot più «secche». Nessuna delle due è migliore in valore assoluto, perché l’RTP a lungo termine è indipendente dalla volatilità.

Le slot vivono oggi quasi interamente online. Il catalogo delle piattaforme ADM spazia dalle slot a tre rulli di impostazione classica alle video slot con meccaniche elaborate, funzioni bonus, giri gratuiti e jackpot progressivi. Il passaggio dal bar al dispositivo mobile è avvenuto nell’arco di un decennio, e oggi la slot fisica — quella che si trova in bar, tabaccherie e sale — è una quota residuale del fenomeno, pur sempre significativa sul piano della raccolta.

Slot online e slot dal vivo: cosa cambia

Le slot online e gli apparecchi fisici AWP/VLT condividono il meccanismo di base, ma differiscono sotto molti aspetti pratici. Le slot online offrono una varietà di titoli che il canale fisico non può replicare: migliaia di giochi, decine di provider, RTP e volatilità differenti. Si giocano da smartphone, tablet o computer, con un’ampia gamma di puntate e la possibilità di passare da un titolo all’altro in pochi secondi. Le vincite vengono accreditate istantaneamente sul conto gioco.

Gli apparecchi fisici — AWP (Amusement With Prize) e VLT (Video Lottery Terminal) — sono regolati a livello locale e offrono un catalogo molto più ristretto, tarato sulle caratteristiche del giocatore occasionale. La puntata minima parte spesso da 10 o 20 centesimi e l’esperienza è più lenta: ogni giocata richiede un’azione fisica. Le vincite vengono erogate in biglietti stampati o accreditate su supporti specifici.

Sul piano della regolazione, le piattaforme ADM online operano sotto la concessione statale, mentre gli apparecchi fisici sono autorizzati a livello regionale e comunale, con regole che variano da territorio a territorio. I limiti di puntata e i payout minimi sono disciplinati in modo differente, e le tutele al giocatore (limiti di deposito, autoesclusione) sono integrate in modo nativo nelle piattaforme online, mentre sugli apparecchi fisici dipendono dai sistemi di monitoraggio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

I provider che muovono le slot italiane

Sulle piattaforme ADM i titoli di slot arrivano da un numero ristretto di produttori internazionali, ciascuno con un proprio stile e un proprio catalogo. NetEnt, società svedese acquisita da Evolution, è nota per slot graficamente curate come Starburst e Gonzo’s Quest, con meccaniche di gioco immediate e RTP nella parte alta della gamma. Pragmatic Play è uno dei produttori più prolifici, con un catalogo che spazia da slot classiche a titoli con jackpot e meccaniche «drop & wins». Playtech, gruppo quotato a Londra, fornisce sia slot sia piattaforme complete per casinò live, ed è presente in Italia con un catalogo ampio. Evolution è il leader mondiale del casinò live, con tavoli di roulette, blackjack, baccarat e game show gestiti da croupier in studio. Red Tiger, parte del gruppo Evolution, è specializzata in slot con jackpot giornalieri. Greentube — la divisione interactive di Novomatic — porta in Italia titoli legati al marchio Book of Ra. IGT, gigante americano, è presente con slot di impostazione più tradizionale. Microgaming, storico produttore del Regno Unito, fornisce slot con jackpot progressivi tra i più alti della storia. Capecod è l’unico provider del campione con radici italiane, e produce titoli pensati per il mercato nazionale.

Un casinò con più provider attivi offre al giocatore un’esperienza più varia — non solo in termini di numero di titoli, ma anche di stile grafico, volatilità e meccaniche di gioco. Tutti i dieci operatori confrontati in questa guida offrono un catalogo multi-provider: la differenza sta nel numero di produttori effettivamente integrati.

I quattro casinò fisici italiani

In Italia esistono quattro casinò fisici autorizzati, ciascuno frutto di una legge parlamentare ad hoc che ne ha autorizzato l’apertura in un momento storico preciso. Nessun nuovo casinò è stato autorizzato da allora, e nessuna legge regionale o comunale può aprire una nuova casa da gioco: serve un passaggio parlamentare specifico. Questo rende i quattro casinò superstiti un caso unico in Europa — un comparto fisico chiuso, blindato dalla legislazione, dove l’offerta resta quella del Novecento.

Venezia, Sanremo, Campione d’Italia e Saint-Vincent sono i quattro indirizzi. Insieme, generano una quota della raccolta nazionale largamente inferiore a quella del canale online, ma il loro valore è meno economico che culturale: sono edifici storici, architettonicamente rilevanti, inseriti in territori dove il turismo da gioco alimenta un indotto che va oltre il tavolo da blackjack.

Casinò Località Fondazione Stile architettonico Gestione / Proprietà
Casinò di Venezia · Ca’ Vendramin Calergi Venezia · Canal Grande 1936 Palazzo storico affacciato sul Canal Grande Comune di Venezia (ricavi 98,7 milioni € nel 2023)
Casinò di Sanremo Sanremo (Liguria) 1905 Liberty, architetto Eugène Ferret Comune di Sanremo
Casinò di Campione d’Italia Campione d’Italia (Lombardia) 2007 (riaperto 2022) Moderno, architetto Mario Botta Comune di Campione d’Italia (fallimento 2018, riapertura gennaio 2022)
Casino de la Vallée Saint-Vincent (Valle d’Aosta) Regione Valle d’Aosta

Il Casinò di Venezia ha sede a Ca’ Vendramin Calergi, un palazzo affacciato sul Canal Grande che fu di proprietà della famiglia di Richard Wagner; nel 2023 ha generato ricavi per 98,7 milioni di euro. Il Casinò di Sanremo, inaugurato nel 1905, occupa un edificio liberty progettato dall’architetto Eugène Ferret ed è di proprietà del Comune di Sanremo. Il Casinò di Campione d’Italia è il più recente, con un edificio moderno progettato da Mario Botta e inaugurato nel 2007, che ha attraversato un fallimento nel 2018 e una riapertura avvenuta nel gennaio 2022. Il Casino de la Vallée di Saint-Vincent, in Valle d’Aosta, completa il quartetto. Sono quattro storie diverse, ma tutte appartengono a una logica comune: un’Italia in cui il gioco fisico è un’eccezione architettonica e culturale, non una rete diffusa.

Perché Roma, Milano e le altre città sono senza casinò

Chi cerca «casinò Roma» o «casinò Milano» trova elenchi di sale slot, agenzie di scommesse e locali con apparecchi AWP/VLT, ma nessun casinò autorizzato. La ragione è normativa. L’apertura di un casinò fisico in Italia richiede una legge parlamentare che lo autorizzi specificamente: non basta un’istanza comunale, non basta un regolamento regionale. Le quattro autorizzazioni esistenti sono state concesse in momenti storici precisi — l’inizio del Novecento, il dopoguerra, il decennio scorso — e da allora il quadro normativo non ha più previsto nuove aperture. Le ragioni sono molteplici: l’impatto sociale del gioco, la competizione con il canale online, le obiezioni delle amministrazioni locali.

Nessuna delle grandi città italiane — Roma, Milano, Torino, Napoli, Palermo, Firenze, Bologna, Bari — ospita un casinò. Lo stesso vale per le regioni più popolate: la Lombardia ha solo Campione d’Italia, una exclave sul lago di Lugano; il Veneto ha Venezia; il Piemonte ha Saint-Vincent; la Liguria ha Sanremo. Tutte le altre regioni sono prive di strutture analoghe. La conseguenza, per chi cerca un’esperienza di casinò fisico, è che le opzioni sono solo quattro, distribuite tra nord e centro Italia, e raggiungibili come destinazioni di vacanza più che come luoghi della quotidianità.

Una confusione frequente riguarda i casinò svizzeri oltre confine — Campione d’Italia si trova a pochi chilometri dal Casinò di Lugano, e la zona del lago Maggiore è punteggiata di case da gioco elvetiche. Non sono casinò italiani, operano sotto licenza svizzera, e il loro accesso da parte di residenti italiani segue regole diverse. Per il giocatore italiano, un casinò oltreconfine non offre le tutele del perimetro ADM.

L’esperienza del casinò fisico nell’era digitale

Cosa distingue ancora una serata al Casinò di Venezia da una sessione su una piattaforma online? L’atmosfera, prima di tutto. I casinò storici sono ambienti architettonici che un’interfaccia digitale non può replicare: il soffitto affrescato di Ca’ Vendramin Calergi, il salone liberty di Sanremo, le linee moderne di Campione. Poi c’è il servizio — personale ai tavoli, ristorante, eventi — che costruisce un’esperienza di tipo diverso dal gioco solitario davanti a uno schermo. E c’è la dimensione sociale: una serata al casinò è spesso un’occasione, non un’abitudine.

Sul piano economico, però, i numeri raccontano un’altra storia. Il 61% della raccolta passa dall’online, e la quota è in crescita. I casinò fisici restano rilevanti come destinazioni turistiche e come patrimonio culturale, ma il loro ruolo di motore del settore è in secondo piano. La riapertura di Campione d’Italia nel 2022, dopo il fallimento del 2018, è il segnale che il comparto fisico non è ancora chiuso — ma i segnali di nuove aperture sono inesistenti. La pressione competitiva dell’online, con i suoi bonus di benvenuto e la sua accessibilità continua, è un fattore strutturale che i casinò fisici non possono contrastare se non sulla dimensione esperienziale.

La rete legale: concessioni, divieti e diritti

L’Italia è uno dei mercati del gioco più strutturati d’Europa. L’architettura regolatoria poggia su un pilastro centrale: l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che succede alla vecchia AAMS. ADM è l’autorità che rilascia le concessioni, definisce le regole tecniche, vigila sul rispetto della normativa e gestisce direttamente alcuni strumenti — tra cui il Registro Unico degli Autoesclusi. La riforma più recente, il Decreto Legislativo 41/2024, ha riscritto le regole del gioco a distanza: ha stabilito i nuovi requisiti per le concessioni, ha introdotto obblighi più stringenti in materia di antiriciclaggio, gioco responsabile, cybersecurity e reporting, e ha portato il numero di concessioni da 93 domande a 52 concessioni effettive — una riduzione che ha deliberatamente consolidato il mercato, eliminando operatori di piccola taglia.

Il giocatore, dentro questo perimetro, ha diritti che vanno oltre la semplice tutela del denaro puntato. Ha diritto a limiti di deposito e di spesa impostabili liberamente, a strumenti di autoesclusione, a un test di autovalutazione obbligatorio sulle piattaforme, a un ricorso legale in caso di controversia. Fuori dal perimetro — su un sito senza concessione ADM — questi diritti non esistono.

La concessione ADM: come funziona

Una concessione ADM è un atto amministrativo che autorizza un operatore a offrire gioco a distanza ai residenti italiani. Ha un costo di circa sette milioni di euro, una durata di nove anni, e comporta obblighi specifici: antiriciclaggio, con verifica dell’identità del giocatore e tracciabilità dei flussi finanziari; gioco responsabile, con limiti obbligatori e strumenti di autoesclusione; reporting periodico sui volumi di gioco e sulle segnalazioni; sicurezza informatica, con standard di protezione dei dati e dei fondi dei giocatori. Il mancato rispetto di questi obblighi può portare alla revoca della concessione.

L’elenco dei concessionari attivi è pubblico e consultabile sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, alla sezione dedicata al gioco a distanza. È il primo controllo che un giocatore può fare prima di iscriversi a una piattaforma: il sito è nell’elenco? Se sì, è legale. Se no, è un sito non AAMS — e come tale è soggetto a blocco e privo di tutele. La differenza tra una concessione per casinò, una per scommesse e una per bingo non è solo nominale: definisce il perimetro di offerta dell’operatore, e la piattaforma che offre giochi fuori dalla propria concessione commette un’irregolarità.

Decreto Dignità e la pubblicità che non c’è

Dal 2018 il Decreto Dignità (Decreto Legge 87/2018, articolo 9) ha introdotto un divieto quasi totale di pubblicità e sponsorizzazioni legate al gioco d’azzardo. La misura è rimasta in vigore da allora, e nel 2026 la discussione su una sua revisione è aperta ma non conclusa: ADM e Ministero dell’Economia hanno ipotizzato un modello di pubblicità controllata, con revisione prevista entro la fine dell’anno, ma nessuna decisione formale è stata assunta.

Le sanzioni previste dal decreto sono severe: il 20% del valore della pubblicità, con un minimo di 50.000 euro per infrazione. AGCOM, l’autorità garante delle comunicazioni, è l’ente che irroga le multe. Una delle più note è quella comminata a Google nel luglio 2022, pari a 750.000 euro, per la diffusione di contenuti pubblicitari vietati.

La conseguenza pratica per il giocatore è duplice. Da un lato, un operatore ADM non può fare marketing aggressivo dei propri bonus — non li vedrà in televisione, sui social, sui giornali. Dall’altro, un operatore non ADM che pubblicizza bonus vistosi sta, per ciò stesso, comunicando di essere fuori dal perimetro legale italiano. L’assenza di pubblicità non è solo un vincolo: è un indicatore di legalità.

I siti senza licenza ADM: cosa rischia il giocatore

ADM mantiene un elenco di siti di gioco soggetti a inibizione, aggiornato periodicamente e applicato tramite blocco DNS dai provider di accesso internet italiani. L’aggiornamento più recente risale al 5 agosto 2026, con validità dal 20 agosto 2026, in applicazione dell’articolo 102 del Decreto Legge 104/2020. Un sito presente in quell’elenco è, in linea di principio, irraggiungibile da una connessione italiana — anche se l’efficacia del blocco non è mai totale e alcuni operatori non ADM utilizzano tecniche per aggirarlo.

Per il giocatore, le conseguenze di scegliere un sito non ADM sono concrete. Non c’è protezione del Registro Unico degli Autoesclusi: chi si è autoescluso presso un operatore ADM non è automaticamente escluso dai siti non autorizzati. Non ci sono limiti di deposito obbligatori, perché nessuna legge li impone a un operatore fuori dal perimetro. Non c’è ricorso legale in Italia: in caso di mancato pagamento, non esiste un’autorità italiana a cui rivolgersi. La Legge 401/1989, fondamento penale del reato di gioco illegale, colpisce l’operatore, e le sue ricadute sul singolo giocatore sono meno definite — il giocatore non è il destinatario diretto della sanzione penale, ma si espone a un vuoto di tutele che può diventare un problema concreto.

In sintesi: l’elenco ADM aggiornato è uno strumento di verifica accessibile a tutti, e un giocatore prudente lo consulta prima di registrarsi su una piattaforma che non conosce.

Gioco responsabile: gli strumenti integrati nella concessione

Il gioco responsabile non è un’appendice del sistema ADM — è un pilastro della concessione. Ogni operatore concessionario è obbligato a offrire ai propri utenti strumenti di autotutela: limiti di deposito, limiti di spesa, limiti di tempo di sessione, test di autovalutazione, link a servizi di aiuto. Alla registrazione, ogni nuovo conto gioco è obbligato a impostare un limite di deposito settimanale o mensile — non un tetto statale, ma una scelta del giocatore, che può modificarla in un secondo momento, con tempi di attesa previsti per evitare decisioni impulsive.

Il quadro epidemiologico del gioco problematico in Italia è oggetto di studio da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, che attraverso il Centro Nazionale Dipendenze e Doping ha prodotto le stime di prevalenza più citate. I dati puntuali variano per anno e metodologia, ma il segnale di fondo è stabile: una quota minoritaria ma significativa della popolazione mostra comportamenti di gioco a rischio, e la quota di giocatori con profilo problematico conclamato è inferiore ma non trascurabile. Il Telefono Verde Nazionale, che pure è lo strumento più noto, intercetta solo una parte del fenomeno — la maggior parte delle persone con difficoltà non cerca aiuto.

Autoesclusione e limiti di deposito: come funzionano

Il Registro Unico degli Autoesclusi (RUA) è il pilastro del sistema di autoesclusione italiano. Operativo dal 2018, è stato aggiornato il 1° febbraio 2026 con tre modalità di esclusione: trasversale (che blocca l’accesso a tutti i concessionari ADM), per singolo concessionario, e per singola categoria di gioco. La durata dell’autoesclusione può essere di 30, 60, 90 giorni o a tempo indeterminato. L’accesso al RUA avviene tramite SPID, l’identità digitale pubblica, e l’infrastruttura tecnica è gestita da Sogei, la società di information technology del Ministero dell’Economia.

Chi è iscritto al RUA non può aprire nuovi conti gioco presso i concessionari ADM, non può accedere a quelli esistenti, e risulta bloccato anche per le sale fisiche sul territorio italiano. L’iscrizione è reversibile solo per le durate determinate, allo scadere del termine. Per l’autoesclusione a tempo indeterminato, la revoca richiede un percorso specifico.

I limiti di deposito, separati dal RUA, sono gestiti direttamente dal giocatore nella propria area personale. Si impostano alla registrazione — settimanali o mensili — e si modificano con un periodo di attesa che impedisce di alzarli impulsivamente. L’abbassamento è generalmente immediato; l’innalzamento richiede di solito alcuni giorni. È uno strumento pensato per accompagnare il giocatore nel proprio percorso, non per sostituirsi alla sua volontà.

Dove chiedere aiuto: i numeri e i servizi

Il Telefono Verde Nazionale per il gioco d’azzardo (TVNGA) è il numero 800 558 822 — gratuito, anonimo, attivo dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 16:00. È gestito dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità, ed è attivo dal 2 ottobre 2017. È il punto di contatto più accessibile per chi avverte un problema con il gioco, ed è pensato per offrire ascolto, orientamento e, dove necessario, indirizzo verso i servizi territoriali.

Accanto al TVNGA opera il Numero Verde Nazionale Unico Dipendenze, 800 940 789, attivo per tutte le dipendenze — non solo il gioco — e raggiungibile da rete fissa e mobile. Per chi cerca un percorso terapeutico strutturato, il servizio Gioca Responsabile (gioca-responsabile.it) offre una terapia online gratuita, promossa da FeDerSerD, la Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze. È un percorso di psicoterapia a distanza, pensato per le persone che non possono o non vogliono accedere ai servizi in presenza.

A livello territoriale, i SerDP — Servizi per le Dipendenze Patologiche — sono presenti in ogni ASL e offrono accesso gratuito e anonimo, senza impegnativa del medico di base. Sono il punto di contatto per chi avverte un bisogno clinico reale e vuole intraprendere un percorso di cura strutturato.

Come è stata costruita la selezione degli operatori

I dieci operatori confrontati in questa guida sono stati selezionati sulla base di un criterio unico: la titolarità di una concessione ADM attiva per il gioco online, verificata sul registro pubblico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Non c’è un punteggio, non c’è una classifica di merito, non ci sono pesi percentuali assegnati a bonus, provider o servizio. Il confronto si limita a esporre le condizioni dichiarate dalle piattaforme — bonus, wagering, provider — così come pubblicate sui rispettivi siti, lasciando al lettore la valutazione.

Tre limiti della valutazione vanno dichiarati esplicitamente. Primo, i bonus cambiano nel tempo: le cifre riportate nella tabella sono puntuali, e vanno verificate sul sito dell’operatore al momento dell’adesione. Secondo, il wagering è un indicatore sintetico — non cattura le condizioni accessorie, come i giochi esclusi, i contributi differenziati per categoria, le finestre temporali. Terzo, il confronto non copre l’esperienza di gioco effettiva né la qualità dell’assistenza clienti, aspetti che richiedono un test diretto e che esulano dalla natura di una guida come questa.

La selezione riflette il mercato nella sua varietà: operatori con forte radicamento italiano e operatori con profilo internazionale, bonus di benvenuto consistenti e bonus più contenuti, wagering nella media e wagering ai limiti del campione. Per un giocatore che si avvicina al settore, il messaggio di fondo è che la scelta tra i dieci è meno rilevante della scelta di restare dentro il perimetro ADM. Tutti e dieci offrono un quadro regolatorio identico: gli stessi limiti di deposito, lo stesso accesso al RUA, la stessa tassazione. Differiscono sulla quantità di bonus e sulle condizioni di sblocco — differenze che il giocatore deve valutare con i propri strumenti, leggendo i termini completi di ogni promozione.

Il gioco conviene al giocatore? La risposta nei numeri

La risposta breve è no, se la domanda è se il gioco d’azzardo restituisce valore al giocatore in termini economici. Le perdite nette dei giocatori italiani — ciò che rimane nelle casse degli operatori dopo i premi pagati — sono state di 21,88 miliardi di euro nel 2025. Su una popolazione di circa 50 milioni di maggiorenni, la spesa media è di 3.284 euro a testa, ma la distribuzione è molto diseguale. Una piccola parte di giocatori concentra una quota sproporzionata delle perdite, e sono proprio quei profili ad alimentare le preoccupazioni di sanità pubblica che giustificano le tutele del sistema ADM.

I bonus di benvenuto non cambiano la sostanza. Un bonus con wagering 30x non è denaro gratuito: è un volume di gioco richiesto che, tradotto in termini di perdita attesa su una slot con RTP del 96%, corrisponde a circa il 4% del volume rigiocato. Su un bonus da 1.000 euro, la perdita attesa per sbloccarlo è di circa 1.200 euro — il bonus si autodivora, e il giocatore finisce in perdita. Questo calcolo non è esatto per tutti i giochi (i tavoli live hanno RTP diversi, le slot variano) e non è un destino — è una media, e un singolo giocatore può uscirne in attivo — ma fotografa il meccanismo.

Il vero vantaggio del perimetro ADM non è economico. È di tutela. I limiti di deposito, l’autoesclusione dal RUA, l’assistenza dei servizi come il Telefono Verde, l’obbligo di verifica dell’identità, la possibilità di ricorrere in caso di controversia: sono questi gli strumenti che separano il mercato regolato dal mare aperto dei siti offshore. Per chi decide di giocare, la scelta informata è semplice: scegliere un operatore concessionario, leggere i termini dei bonus prima di aderire, impostare i propri limiti di deposito alla registrazione, e trattare il gioco come spesa di intrattenimento — non come investimento.

La pagina che segue raccoglie le domande più frequenti sul gioco d’azzardo in Italia, con risposte brevi e operative. Per chiudere la lettura, sono una sintesi delle questioni che un nuovo giocatore si trova ad affrontare.

Domande frequenti sul gioco d’azzardo in Italia

Qual è l’età minima per giocare d’azzardo legalmente in Italia?

L’età minima per accedere a qualsiasi forma di gioco d’azzardo regolata in Italia è 18 anni. La verifica dell’identità è obbligatoria su tutti i concessionari ADM, sia online sia nei casinò fisici, e avviene tramite documento d’identità o SPID. Qualsiasi piattaforma che non effettui questa verifica opera fuori dal perimetro legale.

Come funziona la licenza ADM per i casinò online?

La licenza è una concessione rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Ha durata nove anni, costo di circa sette milioni di euro, e comporta obblighi di antiriciclaggio, gioco responsabile, sicurezza informatica e reporting. Al settembre 2025 sono attive 52 concessioni intestate a 46 operatori. L’elenco è consultabile sul sito di ADM.

I casinò online non-AAMS sono legali in Italia?

No. I casinò senza concessione ADM sono considerati operatori di gioco illegale e sono soggetti a blocco DNS da parte dei provider internet italiani. Per il giocatore, significa nessuna tutela del RUA, nessun limite obbligatorio, nessun ricorso legale. La Legge 401/1989 è il fondamento penale del reato di gioco illegale.

Come posso autoescludermi dal gioco online?

Tramite il Registro Unico degli Autoesclusi (RUA), accessibile con SPID dal sito di ADM. Dal 1° febbraio 2026 sono disponibili tre modalità: trasversale (tutti i concessionari), per singolo operatore, e per singola categoria di gioco. Le durate previste sono 30, 60, 90 giorni o a tempo indeterminato. L’iscrizione blocca l’accesso a tutti i conti gioco esistenti e impedisce l’apertura di nuovi.

Le vincite da casinò online sono tassate in Italia?

No. Le vincite ottenute su piattaforme con concessione ADM non sono tassate in capo al giocatore. L’imposta unica — circa il 25% del margine lordo per casinò e poker, il 24% per le scommesse sportive, il 20% per il bingo — è a carico dell’operatore. Il giocatore riceve l’importo netto della vincita, senza obblighi di dichiarazione.

Contenuto creato dal team «Casinò online sicuri»